Il giorno tanto atteso
La sveglia suona alle cinque del mattino, ma la spengo e non mi alzo, perché è il 16 giugno.
Nell’aria non aleggia alcun profumo. Niente pancakes, niente bacon, niente toast al formaggio: è il 16 giugno.
Sul calendario, l’appuntamento dal dentista è stato annullato, così come la cena con il supplente di matematica di mia nipote, perché oggi è il 16 giugno.
Il 16 giugno, primo giorno di ferie.
Un’intera giornata dedicata al far nulla.
- Zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia, zia!- le grida di mia nipote mi scuotono crudelmente dal mio amabile torpore.
- Non rompere le palle, tesoro. La zia è tornata a casa tardi stanotte e ora vuole dormire.- le annuncio. Ma in questa casa restare a letto dopo le otto del mattino è considerato un ammutinamento.
- Zia, le mie amiche arriveranno a momenti! Prepara la colazione, SUBITO!-
Questo non era certo nel mio programma. Ma non c’è niente di peggio di uno sciame di diaboliche bambine affamate, perciò mi trascino in cucina e scodello una ventina di pancakes, un po’ di bacon e delle uova strapazzate. E’ un attimo e scarpe Hello Kitty e Lelli Kelly invadono il salotto. Urla, risatine e schiamazzi mi perforano dolorosamente i timpani.
Il telefono squilla.
- Pronto?-
- Ehi, principessa.- la voce di Dado.- Indovina? Sono al pronto soccorso. Ho un chiodo che mi trafigge la mano. Pensavo di tenerlo, così per Pasqua sarò il miglior candidato per impersonare Cristo…Ti prego, vieni.-
Anche questo non era nel programma.
- Dove stai andando?- domanda mia nipote, la forchetta a mezz’aria.
- Da Dado.- rispondo.- Mi raccomando, bambine: potete fare un pisolino nel forno acceso, o leccare le prese elettriche, oppure caricare il fucile e vedere di che colore è il cervello di un essere umano. Ma non. Sporcate. La casa.-
Corro dal mio vicino, lo prego di darmi un passaggio, lui accetta a condizione che io indovini la parola che sta pensando in questo momento, dico “Tette” e lui si congratula con me per il grande intuito. Arrivo al pronto soccorso e Dado sta piangendo come un bambino di due anni.
Finito il mio dovere di crocerossina, chiedo al mio vicino di riportarmi a casa, lui accetta a condizione che io indovini la parola che sta pensando in questo momento, io dico ” ‘Fanculo, Pietro. Ormai hai 25 anni, trovati una donna, così forse la smetti di fare l’adolescente arrapato. Adesso portami a casa” e torno a casa a piedi.
Arrivo verso sera, ma almeno mi sono fatta una bella passeggiata. Viola mi viene incontro, piangendo.
- Katie! F. mi ha mollata!-
Dovrei fare la faccia stupita e dire “No! Davvero?”, ma non lo sono affatto. E’ sempre così, ogni volta si lascia spezzare il cuore.
Mi faccio la doccia mentre lei fra i singhiozzi cerca di convincere mia nipote a diventare lesbica, perché gli uomini sono delle brutte bestie. Riesco a convincerla ad andare a bere qualcosa al bar con me e a non mettersi il mascara.
17 giugno
Una mano mi sfiora la guancia.
- Ehi…- una voce.
Apro gli occhi, intontita.
- Finalmente! Potresti lasciarmi andare, per favore? Il mio turno comincia all’una ed è già mezzogiorno…-
Pian piano metto a fuoco: sono su un letto sconosciuto, in una camera sconosciuta. Stretto fra le mie gambe, in una presa mortale, il barista carino di ieri sera.
Non è possibile. Non di nuovo.
Allargo le gambe e libero il povero malcapitato.
- Grazie.- dice, infilandosi la maglietta dei Ramones.- Cosa vuoi per colazione? Caffè? Latte? Dovrei avere delle brioches….-
- Che è successo ieri?- chiedo, interrompendo la lettura del menu.
- Non ricordi proprio niente?…Beh, tu e la tua amica siete venute al bar, avete ordinato da bere…Poi verso mezzanotte tu sei crollata sul bancone; la gente pensava di dover chiamare un’ambulanza, invece stavi solo dormendo. La tua amica se ne è andata con un uomo sui quaranta e mi ha chiesto di riportarti a casa, ma non sapevo il tuo indirizzo, così quando ho finito il turno ti ho portata a casa mia. Poi tu probabilmente hai sognato di essere un boa stritolatore…Ecco, è andata così. Allora? Caffè?-
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peterzorbas ha detto:
quello che scrivi ha sempre qcosa di surreale! :)
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postato da katrinaq