Un nuovo arrivato.

E la mia casa è un’accozzaglia di rottami: vecchi giocattoli prima così amati e poi dimenticati, bottiglie vuote che testimoniano una festa ormai finita, piatti lanciati durante stupidi litigi, ridotti a mosaici. E poi ci siamo noi. Noi rifiuti umani, disadattati, scarti di una società che non vuole perdere tempo con chi non ha alcuna speranza di sopravvivere.

Mauro ha il cuore ancora intatto chiuso in una cassaforte, mentre Fabio il cuore troppe volte ricucito; Jessica, 43 chili, ogni giorno guardandosi allo specchio vede una ragazza troppo grassa e troppo brutta per piacere ad alcuno; Helen ha tredici anni, fuma da due, dice di avercene diciotto e prende “in prestito” i soldi altrui per comprare Winston blu e scarpe tacco dodici; Mamma, fresca e innocente come se avesse cinque anni, non viene accettata dagli adulti per il suo modo di vedere il mondo come un parco giochi. E poi ci sono io, il rottame più distrutto di tutti.

Qualcuno bussa alla porta.

E’ Viola, la bambola gonfiabile di uomini che l’hanno solamente illusa, la discarica delle promesse non mantenute, la ragazza che desidera molte cose e non chiede mai niente, quella che piange e allo stesso tempo sorride per rassicurarti che non è poi così triste, no, è che le sudano gli occhi.

- Ehi.- 

- Ehi.- dico.

Ha una valigia.

Spalanco la porta e la faccio entrare.

  1. postato da katrinaq
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