Al rogo.

- Katrina!- grida S., agitando l’enorme braccio tatuato.- Portami un coltello da cucina, il più affilato che hai!-

- Cosa c’è, stavolta?- sbuffo, avvicinandomi al suo tavolo.- No, non voglio saperlo. Ma se vuoi uccidere F., ti prego, fallo fuori di qui.- 

E, senza dire una parola, S. trascina F. fuori dal locale.

Guardo l’orologio. L’una di notte. Finalmente.

Lancio il grembiule da cucina e sfreccio fra i tavoli, salutando i clienti che ancora non si sono addormentati abbracciati alla loro pinta di birra.

Non è che non mi piaccia questo lavoro, con la puzza di fritto e le risse fra ubriachi, ma qui rischi ogni sera che la tua testa venga mozzata da una bottiglia rotta che vola da una parte all’altra del locale. Altro che il brivido della roulette russa!

Parcheggiata davanti al pub, la macchina di Lorenzo.

Apro la portiera posteriore e , dopo vari “ouch!” e “ahi!”, salgo in braccio ad Ambra e stendo le gambe sopra Davide e Dado. Non so loro, ma io sono comoda.

- Allora?- mi chiede Ambra, accarezzandomi i capelli.- Come è andata la tua giornata?-

Lorenzo mi osserva dallo specchietto, lo sguardo truce.

- Quei pervertiti del tavolo 5 ci hanno ancora provato con te?- mi chiede.

- Come se non le piacesse!- esclama Lucrezia. Gli sguardi di tutti si posano su di lei. Oh, finalmente è al centro dell’attenzione. Deve averlo desiderato da una vita.

- Con quel suo corpo da bambolina e quel suo atteggiamento e quegli occhi da zingara e quelle labbra…- continua così la sua arringa contro la sottoscritta, che sta beatamente disegnando faccine felici sul finestrino appannato.- Per lei fare impazzire la gente è un’arte. Lei adora provocare, non importa se uomini, donne o perfetti sconosciuti, non c’è da stupirsi se poi le persone si abbandonano al proprio istinto animale. Ma guardatevi: basta che lei vi sfiori un braccio et voilà! siete suoi. Sono settimane che Lorenzo non riesce ad avere un’erezione degna di questo nome, non importa cosa io faccia, ma basta tenere Katrina per mano e puff! magia…Oh, non esserne imbarazzato, non è colpa tua. E’ colpa SUA. Dopotutto sua nonna era una zingara, chissà quante altre stregonerie le avrà insegnato.-

Silenzio.

Silenzio.

Il rumore della pioggia che picchietta sul parabrezza, il rumore dei tergicristalli che la spazzano via. Perfino Davide sta zitto, il che mi fa dedurre che questo dovrebbe essere un momento imbarazzante. Ma imbarazzante per chi? 

Merda, ecco cosa succede quando hai il cuore spento da un pezzo: non hai più le basi per capire questo genere di cose.

- In realtà,- comincia Ambra, interrompendo il silenzio.- anch’io ho avuto qualche problema di erezione ultimamente.-

  1. thelastwhitenigger ha rebloggato questo post da katrinaq
  2. abatelunare ha detto: Bellissimo. E scritto da Dio. :)))
  3. postato da katrinaq
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